L’EDITORIALE – Fondi saluta Pochesci. Che si ritorni a giocare a pallone

Come si dice in questi casi? “Stendiamo un velo pietoso”. O forse non è proprio così: di dubbi in casa Fondi ce ne sono tanti. Fin troppi: le perplessità sulla nuova proprietà, l’incognita del mercato che incombe a due mesi di distanza dall’avvio di stagione, l’enigma di un nuovo organigramma societario dal “lascia o raddoppia” che desta un po’ di scetticismo, ma anche qualche speranza. Del resto la gestione Unicusano è terminata nel peggior modo possibile: provoca rancore, forse anche un briciolo di rabbia, sentire Ranucci che si presenta al popolo ternano con dichiarazioni copia-incolla da quelle pronunciate a Fondi. “Per l’anno prossimo l’obiettivo minimo è quello di qualificarci per i playoff, da qui a pochi anni ci predisponiamo il salto di categoria”.

La margherita è stata sfogliata, e alla domanda “Unicusano o Pezone?” ha indicato la seconda risposta. Intrigante, suggestiva, ma dall’altro lato oscura e misteriosa. Se dietro questa macchina finora perfetta di gestione societaria, amministrazione organizzativa e investimenti di prestigio si cela un secondo fine, questo è presto per supporlo, figuriamoci per provare a dimostrarlo: ho intervistato Pezone, ci sono stato una mezz’ora abbondante al telefono, e posso garantire che, se dovessi descriverlo con un aggettivo, lo definrei “voglioso”. Di rendere grande questo club, di portare in alto ciò che è suo: il suo nome, le sue strutture, ma soprattutto la sua squadra. “Il Fondi sarà una grande ed allargata famiglia”. Questa è la prima cosa che mi ha detto. E io, a meno che sotto mentite spoglie sia la persona opposta, di Pezone mi fido.

La tifoseria, invece, no: “Il calcio a Fondi è morto”, sostiene più di qualcuno. Forse avete ragione, ma non è proprio così. Provate un attimo a mettervi nei panni di Pezone: cinque anni fa avvenne il suo esordio nel calcio professionistico. In questo lasso temporale ha tirato su diverse strutture sportive sofisticate, delle quali gioverebbe chiunque. E che fai, le tieni inutilizzate? Non credo ci sia nulla di male nel far giocare solo e soltanto il settore giovanile fondano negli impianti calcistici presenti ad Ardea. Perché la prima squadra resterà a Fondi, lo spogliatoio rimarrà concentrato al ‘Purificato’, i giocatori continueranno a camminare per le vie della città.

Il Fondi Calcio c’era, poi non c’è stato più, ora si è svegliato da un sogno. Bello o brutto, poco importa: è tornato il Fondi Calcio. E va saputo accogliere. Promettiamoci questo: di lasciar stare, almeno per ora, ogni polemica, ogni litigio, ogni divergenza e contestazione. E di fidarci, ad occhi chiusi. Perché adesso solo questo si può fare. Tra nove mesi, dieci, undici o addirittura tra un anno si trarranno i primi bilanci. Affidarsi. Non sarebbe poi così male. Anche perché, stando alle premesse, il Fondi sta messo in ottime mani.

Ah, in tutto ciò Mister 500 panchine debutterà in Serie B. Ma ormai fa parte del passato. A partire da adesso si fa sul serio. Da oggi in poi, a Fondi si torna a giocare a pallone.

Andrea Pontone

 

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