L’EDITORIALE – Unicusano Fondi, ecco cosa sta realmente accadendo

Ho provato a spiegarvi in maniera semplice ciò che sta accadendo nell’intreccio Fondi-Unicusano-Ternana. Articolo che contiene 40% di obiettività, 40% di ciò che pensano i tifosi, 10% di ciò che penso io. Buona lettura.

In questi giorni vi abbiamo detto tutto, dettaglio per dettaglio, riguardo l’operazione-Ternana. Ma aldilà di ciò, a meno che il nome di questo sito non sia mutato in “Sport Ternano”, a me spetterebbe parlare del Fondi. O sbaglio? E a qualunque tifoso “normale” che segue l’Unicusano Fondi importa meno di un cazzo di quanto stia succedendo a Terni*. Chi è appassionato della maglia rossoblù, va allo stadio per tifare la squadra della città di Fondi. Punto. Che si chiami Fondi Calcio, Unicusano Fondi oppure “Pepepepepe – quaquaquaquaqua” come da quattro anni a questa parte ci suggeriva Rai Sport.

Senza troppi giri di parole, andiamo subito al dunque: l’Unicusano si trova a un bivio. O Terni, o Fondi. Lo ha imposto la Federazione, bisogna scegliere. E su questo sembra che Bandecchi abbia già deciso: avanti tutta per comprare la Ternana, cercasi al più presto acquirenti per il Fondi. E dispiace assai, perché quello che sembrava essere un progetto serio, competente e vincente in che cosa si è trasformato? In pura illusione.

Ma per colpa di chi è accaduto tutto ciò?

Le ipotesi sono tre:

1)      È stata una strategia dell’Unicusano per andarsene da Fondi. Poco probabile, ma non del tutto da escludere. A sposare questa tesi è una certezza: di confusione ne è stata fatta tanta. Troppa. Ogni parola spesa di recente dai vertici universitari riguardo il Fondi, è stata da loro stessi smentita in un raggio di 2/3 giorni. È stato tutto un bluff oppure è stato tutto malinteso? Questo resta ancora da capire, fatto sta che dei rinnovi quinquennali di Evangelisti e Pochesci, delle parole spese da Ranucci che diceva “il progetto Unicusano Fondi non finisce qui” ecc., non se ne è fatto più nulla. Come si dice? “Acca nisciun è fess”, come suggerisce un vecchio (ma mai antico) detto paesano. Ipotesi ambigua, ma chi la pensa così non ha tutte le ragioni per essere accusato.

2)      È stata una leggerezza che è costata a caro prezzo. Ben più probabile della prima ipotesi: non è stata fatta chiarezza, in alcun modo, e alla fine si è finiti per combinare la frittata. Nell’ambito del calcio professionistico le regole vanno sapute. Senza “se” e senza “ma”. È inaccettabile che una risposta della FIGC, la quale non fa altro che enunciarti una legge, ti colga impreparato. Anche se è proprio qui subentra l’ipotesi numero tre…

3)      È colpa della FIGC che non ha fatto chiarezza. “La Federazione ci aveva alluso alla possibilità di poter essere a capo di entrambe le squadre contemporaneamente, ma poi ci è stato detto il contrario”. Parola di Ranucci. E Ranucci non è uno che si inventa le cose.

Alla fine, per parere personale, credo dunque che si sia trattato di un mix tra la seconda ipotesi e la terza. Nel senso che nessuna delle due parti ha fatto la giusta chiarezza. La prima ipotesi l’ho riportata prevalentemente per il fatto che, in queste ore, sono davvero tanti i tifosi fondani che la pensano così.

Comunque, per chiarire ogni dubbio, ecco cosa dice il famoso comunicato:

“Non si può essere proprietari allo stesso tempo di due squadre italiane che giocano nel calcio professionistico”. E all’Unicusano interessa, per ora, soltanto questa frase. Ma poi il comunicato va avanti, e dice: “Si può essere, invece, proprietari allo stesso tempo di due o anche più squadre, a patto che una giochi nel calcio professionistico e tutte le altre no. Qualora dal calcio dilettantistico queste squadre dovessero essere promosse in quello professionistico, allora la doppia/tripla (o quel che sia) presidenza può esser mantenuta”.

Morale della favola: se il Fondi fosse in Serie D, questo problema non ci sarebbe.

Fatto sta che, diciamocelo, l’Unicusano si è complicata la vita da sola: avrebbe potuto puntare tutto sul Fondi, restare in questa città e farla diventare in pochissimo tempo una realtà importante del calcio italiano. E invece, per averne due di squadre, ora entrambe sono in fase di stallo. Alla fine le cose si risolveranno, forse, ma chi ve l’ha fatto fare?

Andrea Pontone

Twitter: @_AndreaPontone

 

*detto in parole crude

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