Il messaggio di mister Pochesci alla città di Fondi

Le partite sono come delle emozioni, che vanno vissute tutte d’un fiato, che spesso ti lasciano senza fiato, che non ti fanno ragionare quando sei nel pieno del loro svolgimento. Talvolta ti portano ad un senso di coinvolgimento tale che non riesci più a percepire quello che accade. Io la chiamo “trance agonistica”, e quando la vivo nel mezzo di una gara mi porta a fare cose d’impulso, senza pensare a quelle che possono essere le conseguenze. Durante la sfida con la Casertana, intensa dal primo all’ultimo minuto, ho fatto e detto cose verso la tifoseria della quali adesso, a mente assolutamente serena, non posso che pentirmene e chiedere scusa. Chiedo scusa a quegli appassionati di Fondi che sabato si sono stretti in gran numero attorno alla squadra, che ci hanno fatto sentire il loro incoraggiamento, che hanno risposto in massa all’appello che era stato rivolto loro in settimana per essere presenti in gran numero allo stadio e che hanno davvero vestito, idealmente, la maglia del “dodicesimo” in campo. Chiedo scusa alla dirigenza, quella che ci è vicino giornalmente nel nostro lavoro e che sta lavorando intensamente per fare in modo che la cittadinanza e la tifoseria siano presenti allo stadio in maniera sempre più massiccia. Ed in questi frangenti mi vengono in mente le parole di Carletto Mazzone, il quale giustificava certi atteggiamenti poco consoni ad un tecnico professionista dicendo che “è il mio fratello gemello a comportarsi così!”: in panchina si dovrebbe avere maggior sangue freddo, ma credetemi, spesso non si possono controllare gli istinti. Con l’auspicio di vedervi sempre numerosi a sostenere l’ Unicusano Fondi per questo finale di stagione, un saluto carico di affetto

Sandro Pochesci

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