ESCLUSIVA – Unicusano Fondi, Gambino: “Contento per il primo gol, voglio arrivare in doppia cifra. Playoff? Vetrina importante”

E’ il suo momento: Giuseppe Gambino, neo acquisto dell’Unicusano Fondi, dopo alcune settimane in chiaroscuro ha finalmente trovato il suo primo gol in maglia fondana, in occasione della sfida casalinga contro il Taranto, confermandosi un vero e proprio bomber di razza. La sua marcatura, valsa per il definitivo 1-1, ha fatto esplodere di gioia il pubblico di fede pontina presente al ‘Purificato’.

Intervenuto in esclusiva a Sportpontino.com, Gambino si è raccontato ai nostri microfoni…

[Intervista di Andrea Pontone]

Giuseppe, contro il Taranto hai siglato la tua prima rete in maglia rossoblù: come ci si sente ad averlo fatto in un momento cruciale della gara e davanti ai propri tifosi?

“Sono molto contento di questo gol ed in generale di essermi sbloccato, anche perché ero reduce da un mese e mezzo dove ero stato tormentato da continui guai fisici, e la cosa più importante per me è sentirmi bene fisicamente. Chiaro che andare a segno per la prima volta in casa garantisce una felicità doppia. La cosa primaria era quella di riuscire ad arrivare in una forma migliore e fortunatamente ho raggiunto questo obiettivo”.

Se dovessi esprimere un giudizio generale sulla gara di domenica?

“Avevamo preparato la partita in settimana, sapevamo che fossero una squadra in lotta per la salvezza e che quindi venissero a chiudersi. Nel primo tempo abbiamo giocato abbastanza bene ma ci è mancata la conclusione all’ultimo passaggio. Nei campionati come la Lega Pro accade spesso che puoi trovarti in difficoltà con squadre meno blasonate. Ma dopo lo svantaggio non ci siamo scoraggiati ed abbiamo trovato il pareggio, ma meritavamo molto di più”.

Quale obiettivo ti poni da qui a fine stagione?

“Sono un attaccante, chiaramente l’obiettivo primario resta quello di segnare sempre più gol. Al momento sono a quota 7 reti stagionali e sento la necessità di arrivare in doppia cifra, per il bene mio ma anche della squadra. E poi, qualora dovessimo raggiungere i playoff, avrei l’opportunità di giocare in una vetrina importante”.

Dove può arrivare questo gruppo?

“Il Fondi è partito ad inizio campionato con l’intento di salvarsi: ora abbiamo raggiunto i 40 punti, per cui di per sé l’obiettivo stagionale è stato raggiunto. Non ci resta che credere fino in fondo nei playoff, perché stiamo lì e dobbiamo provarci ad ogni costo”.

Qual è il tuo rapporto con Mister Pochesci?

“Nel corso degli anni ho imparato che tra giocatore ed allenatore ci debba essere un rapporto di stima reciproca, la cosa importante è che ciascuno rispetti i propri ruoli. Io resto sempre a disposizione del Mister, anche perché sono arrivato a gennaio in una squadra già amalgamata e coesa, perciò so che dovrò sfruttare le chances che mi verranno concesse. Che l’opportunità arrivi a gara incorso o dall’inizio, è indifferente: l’importante è dare il massimo”.

C’è la possibilità di vedere in futuro te ed Albadoro insieme dall’inizio?

“Assolutamente sì. Lo stiamo provando in allenamento, ci siamo quasi. Certo che la qualità sulla trequarti non manca di certo: Tiscione, Giannone e Calderini sono tra i giocatori più forti del girone ed è difficile lasciarli fuori. Però, se qualcuno tra loro dovesse essere indisponibile, la coppia d’attacco con Albadoro potrebbe essere una valida soluzione”.

A tal proposito, qual è il tuo rapporto con lui?

“Io ed Albadoro ci stiamo rendendo conto di essere persone vere e grandi uomini: nonostante in campo tra di noi ci sia una concorrenza (onesta e leale), fuori dal terreno di gioco c’è un rispetto reciproco che nessuno di noi si permetterebbe mai di violare”.

Qual è la tua impressione dopo queste prime settimane a Fondi?

“Conoscevo già questa realtà perché tempo fa ho giocato a Gaeta. Viverla in prima persona è una grande emozione ed una grande responsabilità. Sono cresciuto in un paesino di 10 mila abitanti, mi ambiento facilmente in questo tipo di piazze. Per quanto riguarda la squadra, credo che paradossalmente non abbiamo ancora capito al 100% quanto possiamo fare bene: abbiamo grandissime potenzialità”.

Ora la trasferta con il Siracusa, diretta concorrente per la zona playoff: qual è la tua sensazione alla vigilia? E’ un obiettivo categorico portare a casa i tre punti oppure l’importante resta uscire imbattuti dal campo dei siciliani?

“Conosco bene il Siracusa ed è una squadra veramente tosta, quando si gioca in trasferta è tutto più difficile. Sono peraltro la squadra più in forma del campionato e lo dicono i dati. Noi dobbiamo giocarcela a viso aperto, senza alcun timore. Io credo che nel calcio si scenda in campo per vincere ma dobbiamo tenere conto che è anche importante non perdere: quest’anno abbiamo collezionato molti pareggi, ma mentre la sconfitta porta rammarico e sfiducia, il pareggio invece ti stimola ad andare avanti”.

Nelle tue prime uscite in maglia rossoblù hai deluso le aspettative a causa della tua cagionevole forma fisica: ora ti senti finalmente al top?

“Ancora no, ma ci sto per arrivare. Sto lavorando bene e credo di poter arrivare al 100% della forma. A dir la verità, quando sono arrivato qui non mi aspettavo di giocare. Ma Albadoro era fermo ai box ed io sono stato catapultato titolare, nonostante fossi stato fermo per ben due mesi tra sosta natalizia ed infortuni. Ero in condizioni precarie, ho cercato di dare il massimo. Ma ora mi sto riprendendo”.

Qual è il tuo rapporto con il gol?

“Per un attaccante andare a segno è una cosa fondamentale perché ti dà quella forza mentale in più che ti fa affrontare allenamenti e partite con serenità e capacità di poter dare il 100%. Quando non segni, ti demoralizzi. La mia carriera è lunga ma io ho cominciato solo nel 2009 a giocare titolare. Da lì in poi, ho avuto un importante rapporto con il gol. Bisogna farsi trovare pronti prevalentemente sul piano mentale”.

Cosa deve fare un centravanti come te per farsi trovare sempre pronto sotto porta?

“L’attaccante deve pensare sempre che anche una palla facile per il difensore possa tramutarsi in un errore. Bisogna credere che gli avversari sbaglino. Ci vuole concentrazione, perché anche una mezza palla, uno stop sbagliato o un rimbalzo sbagliato ti possono far trovare pronto sotto porta, e lì non bisogna sbagliare”.

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